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Travel: Viaggio di nozze in Messico

by - agosto 25, 2018



Non sapevo bene con cosa ricominciare a scrivere sul blog dopo un lungo periodo di assenza e demotivazione.
Tuttavia da qualche giorno avevo in mente di tornare e ho pensato che fosse giusto iniziare con il botto, così la risposta è stata chiara: è ora di raccontarvi il nostro viaggio di nozze in Messico!
La prima nostra avventura transatlantica, una meta decisa un po' all'ultimo ma che si è rivelata davvero vincente! L'unico rammarico è non esserci fermati per più tempo ad esplorare questo splendido paese ricco di cultura e meraviglie naturali, ma purtroppo per questioni lavorative abbiamo dovuto stringere il tutto in una settimana.
Partiamo col dire che per il viaggio abbiamo prenotato direttamente online dal sito dell'Alpitour scovando tra le offerte lastminut il nostro resort, il Grand Bahia Principe di Akumal sulla Riviera Maya, mentre il volo incluso nella prenotazione era con Noes. 

COSA SERVE SAPERE PER ANDARE IN MESSICO:

Sicuramente dovrete procurarvi il Passaporto, che dovrà avere una validità residua di almeno 6 mesi. Inoltre per accedere al paese è necessario il visto, che tuttavia vi viene fatto compilare direttamente durante il volo e viene sempre accettato alla dogana senza grossi problemi. Una volta terminata la vacanza inoltre per uscire dal paese vi verrà richiesto nuovamente il visto con cui siete entrati e il pagamento di una tassa che potrà avvenire solo in contanti e che ha un valore variabile nei diversi giorni (per noi era circa sui 60 dollari). Per quanto riguarda la valuta locale, i messicani accettano sia pesos che dollari e spesso anche euro, tuttavia pagando con questi ultimi due si rischia spesso di venire "fregati" da un cambio svantaggioso. Inoltre io all'inizio del viaggio ho cambiato direttamente in aeroporto una parte dei dollari che avevo prelevato in Italia, su consiglio di una coppia che si trovava con noi in aereo, in realtà si è trattata di una scelta poco saggia poiché più tardi abbiamo realizzato che il cambio era svantaggioso e una volta arrivati in villaggio era presente lo stesso servizio ma con un cambio più onesto...ok, si sa appena arrivati la fregatura è dietro l'angolo. Ricordatevi inoltre di verificare che la vostra carta di credito e il vostro bancomat siano abilitati per prelevare al di fuori dell'Europa: un ragazzo che abbiamo conosciuto ha perduto la sua carta e non poteva prelevare perché il suo bancomat non era abilitato, un vero incubo!
Altra cosa da sapere riguarda il clima: non abbiamo mai vissuto un'afosità  così elevata in vita nostra, e viviamo pure nella Pianura Padana ;D Abbiamo viaggiato in giugno, che diciamo non è sicuramente il periodo migliore, tuttavia il tempo ha retto abbastanza bene, con qualche temporale passeggero ma quotidiano. Per fortuna comunque il sole c'è sempre stato e anche il caldo! La settimana precedente la nostra partenza invece è stata colpita da un vero e proprio uragano durato circa 5 giorni… per cui anche in questo caso va molto a fortuna!









COSA ABBIAMO VISTO IN 7 GIORNI IN MESSICO:

Quello che ci siamo ripromessi fin da subito era di trovare un modo di conciliare avventura e relax, e fortunatamente è quello che siamo riusciti a fare alternando un giorno di villaggio con un giorno di escursione per tutta la durata della vacanza. Per le escursioni spulciando vari siti avevamo letto che alcuni viaggiatori consigliavano di uscire in autonomia, tuttavia non conoscendo per nulla lo spagnolo (ci facevamo capire per lo più in "itaniolo" :P) e soprattutto sapendo che non tutte le aree del Messico sono sicure per i turisti, abbiamo preferito affidarci ad un'agenzia locale di Playa del Carmen, la Caribe Viaggi, sicuramente per i prezzi molto più contenuti rispetto a quelli proposti dal nostro tour operator, ma anche perché garantivano una guida parlante italiano che ha reso le visite più comprensibili e piacevoli. Inoltre comunicando via whatsapp era possibile prenotare l'uscita direttamente la sera precedente per il giorno successivo e il nostro pullman veniva a prenderci e ci riaccompagnava al villaggio, una comodità non da poco. Possiamo dare all'agenzia un voto di circa 8/10: le uscite erano ben organizzate ed era facilissimo eseguire le prenotazioni, tuttavia i pasti inclusi erano spesso un po' monotoni e di scarsa qualità, e alcuni cambi di programma dell'ultimo minuto hanno creato qualche disagio. Le escursioni a cui abbiamo partecipato comunque erano le seguenti:

Chichén Itzá

La prima tappa delle nostre escursioni è stato uno dei più emblematici e ben curati siti archeologici maya della regione dello Yukatan: Chichén Itzá. Partenza ore 8 dal nostro resort, ci aspettava un viaggio di circa 2 ore e mezza per raggiungere la destinazione. Tuttavia ci siamo fermati lungo il tragitto a visitare il primo dei Cenotes, ovvero queste grotte di origine calcarea tipiche della penisola dello Yucatan, scavate nella roccia e tutte collegate per chilometri da un fiume sotterraneo di  acqua dolce che le riempie e in cui è possibile nuotare. Il nostro era Cenote Palomitas, una grotta quasi totalmente chiusa dalla profondità dell'acqua di circa 30 metri, dal cui soffitto pendevano delle gigantesche e suggestive stalattiti.






Dopo il bagno rigenerante, ci siamo rimessi in marcia per Chichen Itza. La fortuna ha voluto che fosse una giornata un po' uggiosa, pertanto abbiamo potuto visitare il sito senza il fastidioso sole cocente che di solito arrostisce i turisti. I resti della cultura maya che abbiamo potuto ammirare sul luogo non hanno bisogno di descrizioni, la loro maestosità e allo stesso tempo l'area di mistero e misticità che li avvolge lascia senza parole. La piramide centrale è senza dubbio il monumento più importante del complesso e forse anche il più famoso (e il più fotografato a giudicare dalla mandria di persone che ne affollava le pendici). Un tempo era possibile scalarne la struttura ma purtroppo dopo un incidente mortale accaduto qualche anno fa i turisti devono mantenersi a distanza di sicurezza. D'altronde credo che sia anche un bene per la struttura, che rimanendo intonsa sicuramente si manterrà più conservata nel tempo.

 








E qui sotto foto da turisti rincocco che ci sta sempre hahaha ;D

Una volta finito il nostro tour ci siamo trasferiti alla seconda tappa dell'escursione.

Valladolid 

Questa famosa cittadina coloniale dello Yukatan è spesso meta di turisti proprio perchè in essa il tempo pare essersi fermato: case colorate, auto degli anno '60, persone vestite con i tipici indumenti messicani colorati...
Tuttavia la cosa che più ha colpito me e Nicola è la povertà che purtroppo colpisce la popolazione di queste aree rurali del Messico. Mendicanti alle porte delle chiese e dei monumenti, bambini che vendono il cibo per le strade, persone che vivono alla giornata in queste baraccopoli alla periferia della città… purtroppo il contrasto tra i villaggi maya e le città come Tulum o Playa del Carmen, sono evidentissimi e creano una contraddizione molto forte e difficile da metabolizzare...

 









Isla Contoy e Isla Mujeres

Prima di parlarvi della nostra seconda escursione, c'è da dire che uno spiacevole inconveniente di questo viaggio è stata trovare le spiagge sommerse da "sargasso" un'alga che sta colpendo la Riviera e altre zone dei Caraibi durante la stagione estiva. Sapevamo che il fenomeno delle alghe fosse presente, ma mai avremo immaginato in una quantità così elevata! Spiagge completamente ricoperte di questa melma brunastra e maleodorante, e i poveri messicani che con un impegno davvero ammirevole passavano la giornata sotto il sole cocente a spalare e cercare di pulire il più possibile la riva e l'acqua da questo ospite indesiderato. In mancanza delle spiagge da catalogo che chiunque vada ai Caraibi si aspetta di trovare, abbiamo deciso di dedicare almeno un'escursione alla ricerca del mare da sogno che tanto avevamo desiderato: ecco che Isla Contoy e Isla Mujeres sono venute in nostro soccorso! Diciamo che la scelta è stata dettata anche dal tempo di viaggio, queste isole distavano circa 1.30 ore dal nostro villaggio, mentre altri posti da sogno come ad esempio Holbox richiedevano almeno 3 ore di auto… Tuttavia se rimanete in Messico per più tempo non esitate a vederla perché a giudicare dalle foto di chi ha potuto visitarla era davvero spettacolare! Altra alternativa era Cozumel, che tuttavia era molto più "turistica" e costosa, ed in più nell'escursione proposta non era prevista la guida parlante italiano. Comunque la nostra scelta di visitare le prime due isole è stata tutt'altro che deludente come potete immaginare dalle foto! Come di consueto partenza alle 8 dal villaggio, i pullman ci ha portato al motoscafo con cui abbiamo raggiunto le isole. Già a pochi metri dalla riva i colori del mare caraibico diventavano surreali, e durante il viaggio in barca abbiamo avvistato l'accoppiamento di alcune tartarughe marine.









Isla Contoy è una vera e propria riserva naturale, dove vivono solamente un gruppo di Biologi Marini che ne studiano l'ecosistema, pertanto rappresenta perfettamente il paradiso incontaminato che stavamo cercando. Vi consiglio vivamente di salire sulla torretta dell'osservatorio, poiché da sopra si gode di un panorama davvero pazzesco a 360° su tutta l'isola. Inoltre la nostra guida ci ha accompagnati nel cuore di Contoy dove è presente una laguna fondamentale luogo di riproduzione di specie acquatiche e volatili e dove abbiamo potuto vedere a distanza anche i tanto attesi  fenicotteri  (anche se per raggiungerla abbiamo fatto da banchetto alle zanzare dovendo passare per una boscaglia piuttosto fitta, un vero incubo e molto presenti in tutto il Messico per cui spesso vedevamo opere di bonifica delle zone più colpite, nell'isola ovviamente non era possibile perché essendo un ecosistema protetto non era permesso l'utilizzo di prodotti chimici, incluse le creme solari, pena una multa salatissima).
Dopo pranzo abbiamo potuto tuffarci nell'oceano a fare snorkeling sulla barriera corallina. Per chi è abituato ai fondali del Mar Rosso sicuramente non è paragonabile, inoltre essendo la barriera molto alta e le correnti piuttosto intense questa esperienza è poco adatta a chi è alle prime armi con pinne e boccaglio. Io non ho avuto grossi problemi anche perché abituata fin da piccola a queste attività, Nicola invece alla prima esperienza ha fatto un po' fatica ad ambientarsi. Comunque nell'insieme ci sentiamo di consigliarla per lo meno per vedere qualche specie marina tropicale, nel nostro caso abbiamo visto anche uno squaletto. Ci siamo poi spostati in barca a Isla Mujeres che è invece un vivace paese di mare dove godersi le spiagge da sogno caraibiche e le coloratissime bancarelle messicane. Avendo avuto poco tempo a disposizione abbiamo preferito fare sosta alla Gelateria Montebianco, gestita da un italiano che prepara un gelato davvero buono e stra consigliato, per poi passeggiare tra le bancarelle del centro in cerca di souvenir.
Per quanto riguarda i souvenir vi vorrei dare un consiglio: TRATTATE! I messicani sparano sempre alto perché è nella loro cultura contrattare il prezzo, se voi cedete subito rischiate delle fregature non da poco. I posti più economici per acquistare sono Playa del Carmen e Tulum, e come sempre vi consiglio di pagare in pesos per evitare cambi sfavorevoli con il dollaro.













 

Tulum e Cobà

Altro giorno altra escursione, sta volta a Tulum e Cobà, altri due importantissimi siti archeologici maya. Il primo ha la caratteristica di essere affacciato sul mare e pertanto anche le strutture monumentali che lo caratterizzano risentono di questa posizione.
Dopo una breve sosta a Playa Paraiso (che purtroppo viste le alge di "paraiso" non aveva proprio nulla) ci siamo spostati nella giungla di Cobà. Credo che questa sia stata in assoluto l'esperienza più emozionante di tutto il nostro viaggio… passeggiare circondati dai rumori della natura, dalla maestosità degli alberi e dagli animali  che popolano l'area… e dal nulla improvvisamente veder comparire le gigantesche piramidi maya inghiottite dalla foresta tropicale… uno spettacolo senza eguali, un'emozione pezzesca… sentirsi dei veri esploratori e immedesimarsi in quei primi archeologi che hanno scoperto queste costruzioni fenomenali… non ha prezzo!
Il parco dà la possibilità di spostarsi a piedi o su delle bici e risciò… Il mio consiglio è di farlo a piedi e godersi ogni minuto di quest'esperienza irripetibile! E' vero che l'afa all'interno della giungla è a livelli ancora più estremi, ma se siete un po' allenati e con una scorta di acqua appresso ce la potete fare senza problemi! Infine per non farci  mancare nulla siamo saliti sulla piramide di Nohoc Mul, ancora accessibile ai turisti. Nonostante la mia nota e folle fobia per le altezze, mi sono fatta coraggio difronte ad un'esperienza che sapevo sarebbe stata indimenticabile e che non avrei potuto, anzi DOVUTO perdermi! Ed infatti sulla vetta ci siamo trovati davanti uno degli scenari più belli di sempre: l'infinito della giungla messicana che si perdeva all'orizzonte, un ricordo che è valso tutta la fatica della salita e soprattutto della discesa ;) e se l'ho fatto io può farlo chiunque, per cui non tiratevi indietro!!!
Al ritorno per concludere la giornata ci siamo tuffati e rinfrescati in un nuovo cetone, che tuttavia era molto simile al primo per le caratteristiche. Mi è molto spiaciuto non vedere un cenote aperto come ad esempio il Gran Cenote di Tulum, per cui se voi ne avrete la possibilità vi consiglio di fare questa scelta diversa…
























IL NOSTRO VILLAGGIO: GRAND BAHIA PRINCIPE

Per quanto riguarda vitto e alloggio non abbiamo avuto di che lamentarci poiché ci siamo trovati molto bene nel nostro villaggio sia come pasti sia per la camera, molto spaziosa e piuttosto pulita. La gigantesca struttura del Bahia Principe si trovava ad Akumal, a metà strada tra Playa del Carmen e Tulum, per cui un punto abbastanza strategico per la maggior parte delle escursioni. Si tratta di una vero e proprio paese nel paese: un gigantesco resort che contava quattro aree distinte al suo interno, tra le quali ci si poteva spostare tramite dei trenini interni. Ogni area aveva i propri buffet, ristoranti, bar e piscine, e le aree "Tulum" "Akumal" e "Sian Ka'an" anche un pezzo di spiaggia privata. Noi eravamo alloggiati nell'area "Tulum" e la nostra offerta prevedeva oltre all'accesso illimitato a bar e buffet, anche 4 cene à la carte a settimana.  Per il cibo a parte durante le escursioni, ci siamo sempre affidati ai ristoranti del villaggio, e in particolare mi sento di consigliarvi sia per la colazione che per una cena diversa dal solito il ristorante Tequila, anche perché vi si respira a pieno l'atmosfera messicana e spesso vi sono i mariachi che accompagnano i pasti! Divertentissimo! (sconsigliati invece i ristoranti italiani che di italiano non hanno nulla, neanche i cuochi ;P).
Uno degli aspetti più simpatici del nostro resort era la possibilità di incontrare specie di animali locali in particolare iguana, tassi, procioni e aguti, una specie di topo-cane senza coda. Era davvero divertente incrociare tante famigliole di questi animali gironzolare per il parco.
Un'altra bella sorpresa è stata la presenza dell'Hacienda Dona Isabella, una ricostruzione di una perfetta piazza messicana all'interno del nostro villaggio, dove oltre a negozi e locali erano sempre presenti animazioni e spettacoli serali.








Spero che il mio post e le mie foto vi siano piaciute! Se volete farmi qualche domanda potete scrivermi come sempre tra i commenti o via mail e vi risponderò il prima possibile con molto piacere!
Vi lascio con un video creato con i vari filmati fatti con la nuova action cam, un esperimento che spero vi piaccia visto che non sono molto ferrata nel video-editing!







SalvaSalvaSalvaSalva

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